PRENDERSI CURA DI SE’, BUONE PRATICHE IN QUARANTENA E NON SOLO.

by Serena Prandi
Alcune buone pratiche rappresentate con disegno a mano libera di MyCreo

L’essere umano è predisposto all’adattamento ed è pertanto in grado di reagire a situazioni stressanti ogni qual volta si presentino, ma cosa accade quanto lo stress dura più del previsto e pertanto diviene cronico?

Rabbia, frustrazione, difficoltà di concentrazione, insonnia, apatia sono alcuni degli aspetti che caratterizzano questo lungo periodo di isolamento.
La quarantena è una condizione necessaria ed indispensabile sia per la nostra salvaguarda che per quella altrui, ma tale limitazione protratta nel tempo e di cui pare non esserci un limite prestabilito, porta inevitabilmente ad uno stato di “allerta” costante e prolungato. Di cui le conseguenze sono presto dimostrate.

Il sito Adnkronos.com riporta un sondaggio condotto da Eurodap (Associazione europea per il disturbo da tacchi di panico) in cui emerge che il 68% degli italiani sta vivendo negativamente la restrizione imposta e solamente il 7% dei soggetti, invece, la vive positivamente.
Inoltre il dato più rilevante indica che il 78% dei soggetti, che hanno partecipato al sondaggio, hanno riportato di provare in questo periodo ansia e senso di oppressione, 13% si sente frequentemente nervoso e solo il 9% dichiara di vivere con serenità tale momento.

Dal sondaggio emerge inoltre che la principale paura è quella del prolungamento delle misure di isolamento piuttosto che il timore di contagio, si parla infatti del 68% dei soggetti contro il 27%. Infine coloro che hanno deciso di dedicare il proprio tempo a sé stessi, curando i propri interessi e la crescita personale, sono solo il 23%.

Questo ultimo dato in particolare costituisce un tangibile segno della comune propensione a sottovalutare l’importanza della cura del benessere personale. Una buona parte delle difficoltà evidenziate dalla ricerca dell’Eurodap, deriva proprio dalla scarsità di attenzione che poniamo nei nostri confronti e verso i rapporti interpersonali.

Cosa possiamo fare quindi per cambiare tale situazione? Se volessimo guardare il lato positivo, per quanto si può, di tale situazione è proprio quello di aver finalmente del tempo a nostra disposizione per costruire quelle “buone pratiche” che ci permettono di affrontare la vita quotidiana con minor stress, migliorando il rapporto con noi stessi e gli altri.

Le strategie che possiamo adottare ora, sono altrettanto valide per il futuro e con ogni probabilità saranno anche più importanti, poiché è proprio quando l’allarme cessa che emergono ancor di più le conseguenze dell’esposizione ad uno stress prolungato.

Ecco le prime strategie per far fronte ad ansia e stress da quarantena:

  • Resta in contatto con amici e parenti tramite chat, telefonate ecc. condividendo ciò che pensi e ciò che provi, cercando di esorcizzare le paure.
  • Dedicati alla famiglia, concedetevi del tempo da passare insieme e dimostratevi affetto.
  • Rispetta gli spazzi del compagno/figlio ma senza lasciarli eccessivamente soli.
  • Limita l’esposizione alle news a una o due volte al giorno al massimo.
  • Dedicati a nuovi hobby, o coltiva quelli che hai dovuto lasciare indietro per mancanza di tempo, concentrati quindi su ciò che ti rende felice.
  • Leggi, guarda un buon film o una serie tv, apprendi cose di nuove e approfondisci temi che ti incuriosiscono.

Inoltre per oggi, e per il futuro:

  • Prenditi cura di te, inizia a stabilire una routine di cura personale, sia per quanto riguarda la tua mente che il tuo corpo (puoi apprendere tecniche di rilassamento, o dedicarti ad annotare i pensieri e le emozioni almeno una volta al giorno tutti i giorni, ti aiuterà a sviluppare una nuova consapevolezza e a gestire le emozioni).
  • Dai valore e il giusto tempo alle diverse attività quotidiane (ad esempio, fai colazione, pranzo e cena senza fretta e riscoprendo il piacere di stare a tavola).
  • Fai dello sport e occupati del lavoro stabilendo degli orari precisi in cui farlo, cercando poi di mantenerli.
  • Cercare di cogliere quali occasioni possono derivare da una situazione inaspettata, provare quindi ad avere un atteggiamento costruttivo (un esempio è porre l’attenzione sul fatto di aver più tempo di qualità da dedicare a te e ai tuoi cari, cosa che prima poteva accedere più di rado).
  • Accettare e riconoscere le sensazioni negative per poi lasciarle andare (banalmente è meglio sfogarsi con un pianto o parlare di ciò che si prova con qualcuno che trattenere tali sensazioni, che altrimenti, posso divenire dannose per noi stessi, il nostro organismo e le persone che si stanno attorno).

Se ci sono bambini ecco cosa si può fare:

  • Cerca di trasmettere una certa sensazione di calma e normalità.
  • Rassicurarli che sono al sicuro e protetti.
  • Lasciarli condividere con voi le loro paure e preoccupazioni senza sminuire ciò che condividono ma aiutandoli ad elaborare i loro pensieri.
  • Limita anche per loro l’esposizione alle news e a notizie preoccupanti.
  • Mantieni una routine giornaliera e crea attività strutturate (mandarli a dormire a una certa ora, mangiare, fare compiti e/o giocare in determinati momenti della giornata ecc).
  • Gioca con loro, passate momenti di svago assieme.
  • Agevola anche per loro il contatto con gli amici (soprattutto per i bimbi più piccoli che ancora non usano la tecnologia).

Importante resta non sottovalutare ciò che proviamo e i sintomi che avvertiamo, se le difficoltà vi sembrano insormontabili e avete la sensazione di non potervi far fronte, se le emozioni sono piuttosto travolgenti o ingestibili non abbiate paura di rivolgervi ad un professionista che saprà aiutarvi.

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